
I flash-mob, tipici eventi di massa nati ad inizio millennio per
intrattenere e divertire i partecipanti, oggi vengono sempre più
adoperati come strumenti di protesta. Associazioni, movimenti,
rappresentanze politiche si lasciano alle spalle striscioni, cortei e
cori preferendo coreografie accattivanti che richiamino più facilmente i
media e l’opinione pubblica. Protagonisti dell’inchiesta sono due
eventi di massa italiani che, grazie all’uso della spettacolarizzazione e
dei nuovi media, sono riusciti ad incarnare questo nuovo modo di
concepire la protesta.