
Ci sono persone, parole, storie che segnano il tempo che viviamo e fanno storia. Sono, ad esempio, quelle pronunciate da Nelson Mandela, storico leader sudafricano del secolo scorso, che dopo 27 anni di prigionia per aver lottato per il suo popolo e la dignità delle persone discriminate, veniva liberato, l’11 febbraio del 1990. E accolto da una folla di sostenitori che si riunì di fronte alla prigione in cui Mandela era detenuto, per festeggiare il trionfo della lotta contro il razzismo dell’apartheid. Oggi, “contro tutti i razzismi”, di ogni tipo e in ogni contesto, è necessario che le parole e le immagini si richiamino a quel messaggio con la stessa forza e urgenza.
A 35 anni da quella data e in occasione della XXI settimana di Azione contro il razzismo (17-23 marzo 2025), la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana, l’associazione Forum SaD (Forum permanente per il sostegno a distanza) con il patrocinio dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), hanno organizzato un incontro che si terrà mercoledì 19 marzo 2025, dalle 15:00 alle 18:30, per discutere immagini e parole che ancora alimentano e fomentano tutti i diversi tipi di razzismo. E sulla scia di un pensiero forte, quello, appunto, dello stesso Mandela: «Le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti», intende proporre anche alcune iniziative operative.
Siccome allo stesso modo le catene (ossia il razzismo sottile o palese) riguardano ognuno di noi, perché il pensiero di individuare, classificare e separare, spesso viene quasi spontaneamente prima del desiderio impellente di difendersi per sopravvivere, perché non ci diamo da fare? Anche come comunicatori. Visto che, più si alimenta la paura di (presunte o verosimili) aggressioni, più si diventa “naturalmente” tesi verso una qualsiasi forma di razzismo – diciamo così – “di necessità”.
Ecco allora l’importanza di parlarne in una sede formativa come una facoltà di Comunicazione, per individuare i meccanismi latenti e palesi che la comunicazione oggi registra, anche con video ironici e provocatori, e nel contempo con opportuni richiami per stimolare un pensiero critico, sebbene faticoso. Ma anche e soprattutto con progetti educativi e di formazione per impegnarsi, arginare e contrastare certi modelli errati e diffusi di pensiero, che nascono su pregiudizi e stereotipi. E che sono fonti di tutti i razzismi, non solo quelli legati al colore della pelle.
Sarà quindi importante ascoltare le testimonianze di alcuni studenti della Facoltà: “Anche questo è razzismo” non sarà solo un titolo per unire le diverse testimonianze di Fernando Saade (Argentina), Adolphe Mulengezi (Rep. Dem. del Congo), Joachim Takyia (Ghana): nei loro paesi la situazione non è affatto semplice.
L’incontro si concluderà con uno scambio di idee su “Le forme dell’impegno contro il razzismo” – impegno educativo innanzitutto, ma anche culturale – con il contributo di Giorgio Monari, dell’Università della Tuscia; e di Bianca Pistorio, psicologa e presidente dell’associazione Nessun Luogo è Lontano, che da venticinque anni è impegnata sul fronte dell’accoglienza e coesione sociale tra immigrati e italiani di antica generazione.
Le conclusioni del decano della Facoltà, Fabio Pasqualetti, saranno quindi non solo indirizzate a riepilogare quanto sentito, ma soprattutto a avviare possibili tracce di cammino per “liberarsi” di quelle catene. E insieme.