NON PUÒ ESSERE!
Il buonissimo odore dei Risorti

L’inconsueto, l’illogico, l’inverosimile in: “La risurrezione di Lazzaro”, pannello in avorio facente parte degli avori di Magdeburgo (donati da Ottone I alla cattedrale, ma realizzati a Milano o a Metz), 962-68 ca., Berlino, Biblioteca di Stato

Dopo aver fatto risorgere Lazzaro, Gesù viene invitato a cena, a Betania, con Lazzaro e le sue sorelle, Maria e Marta. E qui Maria sembra fare una follia, ungendo il Signore con del nardo costosissimo.
Qualcuno si scandalizza. Non può essere – pensa Giuda – che Maria sprechi un mare di soldi per trecento grammi di profumo (Gv 12,4: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?»). C’è solo da augurarsi che Giuda, quando la rimprovera, non abbia già svenduto Gesù per trenta denari, un importo dieci volte più basso.

Perché Maria spende una cifra esagerata? Non può essere impazzita. Di certo lo fa per tenersi stretto Gesù: lei preferisce comprarlo, piuttosto che consegnarlo (come sta per fare Giuda, che per di più se ne libera a basso costo). Pensando che Gesù sia una ricchezza, vuole investire su di lui, oltre che rendere omaggio a chi le ha rimesso in vita il fratello. E se lo irrora di nardo, è perché il Signore è il profumo della vita, è quel di più che la porta in alto, che ne innalza il valore.

Ma torniamo a ciò che era successo qualche giorno prima. Nel pannello di Magdeburgo si vede Lazzaro che, dopo quattro giorni di sepoltura, esala ancora il cattivo odore dei defunti. Al punto che l’opera (al pari di tante altre) mostra uno degli astanti nell’atto di turarsi il naso.
È allora che Maria ha l’intuizione geniale del profumo (che in realtà userà dopo, durante la cena). La seconda genialata è degli artisti che decidono di fondere i due momenti, mostrando contemporaneamente Lazzaro risorto e la sorella già spalmata ai piedi di Gesù, per cospargerli di olio profumato e asciugarli con i capelli… pur di levare dall’aria quel terribile tanfo di morte.

Le è talmente grato, Gesù, di questo associare la puzza alla morte e il profumo alla risurrezione, da garantire che «dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto» (Mt 26,13).
Il profumo viene anche evocato dal fogliame e dai fiori presenti sullo sfondo del pannello. Nel Novecento l’artista americano Jackson Pollock titolerà “Fragranza” un proprio quadro. Ma forse non è stato il primo a voler dare immagine al profumo.

La Resurrezione di Lazzaro
La risurrezione di Lazzaro, pannello in avorio facente parte degli avori di Magdeburgo
(donati da Ottone I alla cattedrale, ma realizzati a Milano o a Metz), 962-68 ca., Berlino, Biblioteca di Stato

 

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