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Dalle steccate canore a virtuosismi inaspettati, anche quest’anno sul palco dell’Ariston si sono esibiti i 22 campioni che si contenderanno il podio. Andrea Montesano, ha seguito scrupolosamente le esibizioni delle prime due serate, commentando la performace di ogni artista. Le sue pagelle rispecchieranno la classifica finale di sabato sera?
Giusy Ferreri – Fa talmente male. Canta dopo l’apertura di Tiziano Ferro ed è la prima ad esibirsi: troppe responsabilità per due spalle artisticamente troppo gracili. Il brano risuona come già ascoltato. Voce esce e non esce del tutto. Performance da migliorare. Voto 5 e ½
Fabrizio Moro – Portami via. Come sempre il suo pezzo forte è l’interpretazione del brano. Negli anni ha imparato quali pezzi portare al Festival e come presentarli. Gran bel testo e arrangiamento da non sottovalutare. Quanto manca a sabato sera? Voto 7 e ½
Elodie – Tutta colpa mia. Buono l’esordio ma non convince anche se si percepisce che è abituata alle camere puntate addosso. Il testo? La musica? I capelli? Non emerge nulla, e ci si perde in un vortice di domande. Voto 5
Lodovica Comello – Il cielo non mi basta. Purtroppo a Sanremo dovrebbe esserci posto solo per la musica. No voce, no testo, no interpretazione. Portata a Sanremo per catturare solo l’attenzione delle più piccole? Meglio come Violetta. Senza voto
Fiorella Mannoia – Che sia benedetta. Tutto pronto per l’ultimo scalino in carriera. Sa come si sta su un palco, e sa come si sta sul palco di Sanremo. Il brano c’è: arrangiamento e testo parlano chiaro. Non c’è posto per chi prova a partecipare al Festival, qui si viene per vincere. Piccolo vedo-non vedo a livello vocale sul finale, ma non se n’è accorto nessuno. Sabato sera si avvicina. Voto 8 ½
Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso. Come la Raggi: un bravo ragazzo ma non sa fare il suo mestiere. Per un attimo mi sembrava di essere ancora nel 2016. Ah, perché quest’anno in gara porta un brano diverso da quello dell’anno scorso? Voto 5-
Albano Carrisi – Di Rose di Spine. Forse sono io che penso ancora in lire, o forse la storia dell’acuto e del vibrato facile non convince più – ormai da tempo. Sul palco oggi,non ci si può stare come 20 anni fa. Anacronistico ma da abbracciare come un nonno. Voto 4
Samuel – Vedrai. Fuori dai Subsonica fa sempre la sua porca figura. Qui si rimane sullo stile ballerino su un brano pop dalle striature elettroniche. Salta, balla, e canta: il pezzo che non annoia mai. Vedrai, ci si vede Sabato sera. Voto 8
Ron – L’ottava meraviglia. Ok che gli archi sotto il brano “fanno molto Sanremo” ma mi chiedo: “Rosalino, ma non dovevamo incontrarci fra cent’anni?”. Brano senza tempo, per questo andava bene anche nel ’95. Voto 5
Clementino – Ragazzi fuori. Lo storytelling nei suoi brani fa sempre un certo effetto, e sembra non sia mai banale. Merita di più di quanto verrà apprezzato. Voto 6 ½
Ermal Meta – Vietato Morire. La storia è ben descritta e la musica non delude, specialmente le chitarre pop. Pare che sia la volta buona, ottima interpretazione. Stavolta Camilla ha fame sì, ma di vittoria! E se fosse vero che chi entra (quasi) papa esce cardinale? Voto 8
Bianca Atzei – Ora esisti solo tu. Mette soltanto la prima marcia nell’esibizione della seconda serata del Festival. Timbro vocale e di garanzia ma tutto troppo scontato, compreso il finale del pezzo troppo tipicamente sanremese. Voto 6-
Marco Masini – Spostato di un secondo. È senza dubbio un altro dei pezzi del Festival più quotati. Ritorno da gladiatore, entra sul palco e si gioca tutte le carte che ha: voce, cuore, interpretazione e testo che va al di là delle aspettative. Vuole il podio sotto i piedi. A che ora comincia la puntata Sabato? Voto 8-
Nesli e Alice Paba – Do retta a te. Quando si dice che l’unione non fa la forza. Nessuna seconda voce, ne controcanti; soltanto due persone che cantano la stessa canzone – contemporaneamente. Interpretazione mediocre specie se ti chiami Nesli e leggi le parole dal gobbo, a Sanremo. Voto 4
Sergio Sylvestre – Con te. Esce da Amici e oltre alla popolarità, oggettivamente c’è solo da ascoltarlo. Voce forte e potente. Nel bene o nel male (il coretto alle sue spalle serve soltanto a colpire la pancia un po di più) esibizione e brano decisamente da podio. Voto 7 ½
Gigi D’alessio – La prima stella. Fa rima con stella, ma la rima è sempre quella. Dicono che la canzone sia molto bella, ma la rima è sempre quella. La De Filippi lo presenta mentre ha in bocca una caramella, ma intanto la rima è sempre quella. Le domeniche di agosto speriamo non nevichi, ne che si promuovano più brani di questo (basso) spessore – a tratti anche calante nell’esibizione. Voto 5–
Michele Bravi – Il diario degli errori. Esibizione insipida e faccino triste. Le scuole elementari sono finite da un bel po’ e Kevin McAllister ha gia perso l’aereo da un pezzo. Forse Michele sta festeggiando la prima comunione, visto l’outfit! Servirebbe un po’ più di “cazzimma” a Sanremo, soprattutto nell’interpretazione delle canzoni – proprie. Di Mengoni già ne abbiamo uno. Strada ancora da percorrere. Senza Voto
Paola Turci – Fatti bella per te. Il vestito vedo non vedo si contrappone a lei invece, che vede la finale e già se la sta gustando. Stavolta niente chitarra in braccio, il pezzo è cantato a muso duro con voce d’esperienza. Il messaggio del brano è diretto e la sua capacià interpretativa fa centro. Bella e soprattutto brava e musicale. Voto 7++
Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma. Bene ragazzi appuntamento domani sempre qui sulla spiaggia alle 11 con Zumba e alle 12:30 gioco aperitivo in spiaggia. Non dimenticate la serata Karaoke bimbi! Vi aspettiamo sempre con il Gruppo vacanze Sanremo…night fever – wow! Piace e fa cantare (e ballare) di sè. Tastiere anni 80 e testo “alla Battiato” lo fanno sembrare originale. Roba già ascoltata (e ballata) , ma pare che piaccia all’italiano medio. Presto nelle nostre radio. Panta rei, meno male. Voto 6-
Michele Zarrillo – Mani nelle mani. Canta in un momento troppo difficile, e sembra che il pubblico abbia ancora nel cuore l’esibizione di Giorgia. Canta Zarillo?A..ha gia cantato? Tutto
troppo inosservato. Le immagini che evoca il brano, riportano alla TV in bianco e nero. Signore e Signori presenta Mike Bongiorno. Brano decisamente troppo vintage. Voto 5
Chiara – Nessun posto è casa mia. Una bella canzone d’amore, che fin’ora non si era ancora ascoltata al Festival. Voce limpida e delicata, l’interpretazione merita sostegno e coraggio. Voto 7
Raige e Giulia Luzzi – Togliamoci la voglia. L’amore è tutto sesso? Argomento ininfluente e fuori luogo. Senza Voto